“Voi trans non vi vogliamo”, cacciate dal ristorante

Massimina Lizzeri


Pubblicato il 12/08/2017
Ultima modifica il 12/08/2017 alle ore 15:26

Discriminate perché trans in un ristorante sul litorale di Latina. Lo scorso giovedì Massimina Lizzeri, donna trans romana sulla quarantina, era andata a pranzo in un locale di fronte alla spiaggia con un’amica. La cameriera si è avvicinata loro dicendo che non erano vestite in maniera adeguata per un locale pubblico e che non potevano stare dentro con un cane. Nonostante le due fossero vestite non diversamente da altri clienti, con pareo e pantaloncini, hanno proposto di mangiare fuori. A quel punto è intervenuta la proprietaria che si è rivolta alle due donne insultandole, dicendo loro esplicitamente che «a voi trans non vi vogliamo» e spintonandole fuori dal locale. 

 

A rendere noto l’episodio è stato il Mit, Movimento Identità Trans, che, spiega Cathy La Torre, avvocata bolognese, attivista Lgbt e membro della segreteria nazionale di Sinistra Italiana «agirà legalmente ed è certa che anche le forze dell’ordine testimonieranno con quale transfobia si sono rivolti a Massimina». 

 

Mentre le due andavano in un ristorante poco distante, sul posto - come viene riferito dal Mit - è intervenuta anche una volante della Polizia di Stato per calmare gli animi ma, nonostante la presenza degli agenti, la proprietaria ha continuato a inveire contro le transessuali. Sull’accaduto Lizzeri ha presentato denuncia ai carabinieri. 

 

Quella del «2017 - conclude La Torre - è l’estate che verrà ricordata come quella in cui esercizi commerciali, strutture ricettive, fanno la lista di chi non può entrare: gay, lesbiche, trans, neri, bambini. Una discriminazione culturale inaccettabile che combatteremo in ogni sede possibile».  

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