Pensioni: pronto il decreto sull’Ape volontaria, con ritocchi

REUTERS


Pubblicato il 12/08/2017
Ultima modifica il 12/08/2017 alle ore 16:10

È pressoché pronto il decreto sull’Anticipo pensionistico (Ape) volontario, con 63 anni e 20 di contributi, pagando una rata sul prestito. Il testo è stato modificato raccogliendo diverse osservazioni del Consiglio di Stato. Tra i suggerimenti c’è il riconoscimento della retroattività della misura, a partire dal 1 maggio per chi ne abbia i requisiti e lo domandi. Su questo il governo è al lavoro per inserire la clausola, ultimo nodo da sciogliere prima di chiudere il provvedimento, che dovrebbe essere firmato a giorni, per diventare operativo a settembre.  

 

I magistrati amministrativi nel parere positivo allo schema di decreto, avevano posto come osservazione (un’indicazione non vincolante, più soft rispetto alla condizione) di prevedere, «a domanda dell’interessato, l’efficacia retroattiva della norma, in modo da sterilizzare il ritardo nell’emanazione del regolamento e far beneficiare degli effetti della misura fin dalla data del primo maggio 2017, con conseguente maturazione del diritto alla corresponsione degli arretrati dei ratei dell’anticipazione pensionistica». Ciò, è la riflessione del Consiglio di Stato, «potrebbe avvenire in favore di quei soggetti che versino in situazioni particolarmente disagevoli, anche a causa della perdita dell’attività lavorativa, e che tuttavia non si trovino nelle condizioni di potere beneficiare, in vista della maggiore flessibilità in uscita, degli strumenti dell’Ape sociale o di quella per i lavoratori precoci». 

 

Il Governo avrebbe accolto molte delle osservazioni, dalla previsioni di canali di assistenza al pubblico alla determinazioni di criteri che rendano chiari contratti. È stata recepita anche la richiesta dell’introduzione di strumenti di mediazione e di conciliazione. 

 

Guardando ai capisaldi dell’Ape volontaria, chi ne ha io requisiti può ottenere un prestito corrisposto in quote mensili per dodici mensilità e fino alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia. La restituzione del prestito avviene a partire dalla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia, con rate di ammortamento mensili per una durata di venti anni. Il prestito è coperto da una polizza assicurativa obbligatoria per il rischio di premorienza, assistita, in ultima istanza, dalla garanzia dello Stato 

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